Comunità educativa


 
“Quando incontro un bambino maltrattato, cerco il suo sguardo: dentro abita una violenza che vuole prima di tutto essere trovata, liberata, accolta, compresa, perdonata. Urla un bisogno di giustizia. E un bisogno urgente di famiglia e di società che, proteggendolo, affrontino anche le proprie responsabilità e prendano a cuore il proprio futuro. So di custodire un tesoro, di essere il garante di un bene comune, utile a migliorare la vita di tutti. Solo lavorando sui rapporti sbagliati scopriremo infatti che anche le storie più drammatiche possono avere un lieto fine e che possiamo tendere allo sviluppo e alla crescita di una società civile più rispettosa dei bambini”.
 
Una operatrice di CBM Fedele all’intuizione che il disagio minorile chiama spesso in causa l’intero contesto familiare, CBM centra il suo intervento sia sul bambino sia sulla sua famiglia e sul suo contesto di vita. La permanenza in Comunità può essere a breve termine per i casi di pronto intervento, e a più lungo termine nei casi residenziali, sempre con un progetto individualizzato di crescita e di reinserimento.
 
Competenza specifica della Comunità è l’osservazione del minore, realizzata sempre con la famiglia di appartenenza, per comprendere il disagio e le sue possibili cause. La Comunità offre protezione, sostegno, rilevazione del danno e accompagnamento in fasi particolari – audizioni legali, accertamenti medici – in accordo con i servizi sociali competenti.

Chi vi opera
Una coordinatrice, sei educatori, uno psicologo supervisore, un’assistente sociale, un pediatra, personale logistico, volontari.

A chi si rivolge
La Comunità educativa accoglie minori da 3 a 12 anni – italiani e stranieri, di ambo i generi, anche fratelli, vittime di maltrattamenti e abusi – sottoposti a provvedimento dall’Autorità Giudiziaria. Accoglie fino a 10 minori.
 
La Comunità opera 365 giorni l’anno, 24 ore su 24.